Partecipo al Concorso di Emozioni indetto da Manuale di Mari

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Nome: Ilaria Volpi
I'm a woman, a companion, a mother, a wife, a daughter, a sister, a friend, a knowing, a unkonwn person. I'm an inhabitant of the Planet Earth

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martedì, 16 dicembre 2008

L'attesa

Ho visto.
Ho visto un fiore.
Il vento e la pioggia stavano per strappare le sue radici dal terreno. Avrei voluto portarlo con me. Portarlo a casa, al riparo. Avrei voluto proteggerlo.

Ma non sarebbe stato più lo stesso fiore.

A volte la vita non ti lascia tregua. Da una collina il vento vuole strapparti e portarti via con sè.
Si fa presto a giudicare. Si fa presto a dare consigli... Ma quel fiore è là e non potrebbe essere diversamente. Vorremmo trasformarlo in una di quelle piante resistenti pieni di aculei, così che nulla e nessuno potrebbe distruggere il suo impercettibile profumo.

Qualcuno cerca di suggerirti in ogni modo che così come sei, non va bene. Ti dice che sei malato e hai bisogno di medicine o magari dell'appoggio di qualche strizzacervelli.
Hai bisogno di avvocati perchè senza non potresti vivere.
Il medico, il becchino, l'impiegato delle poste: hai bisogno di tutti. Da solo non vali niente.

E noi ci serviamo del mondo per osservare il nostro essere.

E così, proprio per questo sentirti stupido e inutile, per non voler entrare nel tuo cuore e lasciar perdere il mondo esterno, per questo sentirti inadeguato, sei disposto a fare le cose più disparate.

Alcuni si alcolizzano, altri si drogano, altri ancora scelgono di fumare: si comincia a bere televisione, a drogarsi con false illusioni, si comincia a fumare la propria stessa anima.

Il cuore di una madre non è mai stupido: anche se attendesse miliardi di anni. Anche se fuori, nel mondo, non fosse rimasto più niente.
Anche se fosse rimasta solo lei, ad aspettare.
Una donna diventa madre solo quando sa attendere: attende nove mesi e poi questa qualità rimane nel suo essere. E' in attesa. Un'attesa senza pretese. Un'attesa pura. L'attesa.
E non si sa nulla del futuro: si attende e basta.

Un pittore può creare un paesaggio usando i colori che lo stesso paesaggio gli fornisce. Uno scultore rappresenta la natura servendosi del marmo che la stessa natura gli offre. Ma una madre... una madre crea senza fare nulla. Occupandosi di se stessa e della sua attesa, ella crea. Come l'ostrica che dà vita alla perla.

Il cuore non è stupido. L'attesa non è stupida: è un mistero. E' come il respiro: entra ed esce, in modo misterioso. E l'attesa e il respiro hanno molte affinità. Sono collegate alla vita. Alla creazione.
Nell'attesa riesci ad osservare e a creare l'Amore.

Non cercare di comprendere il mistero... L'Amore è come il respiro. Ed ha la qualità dell'attesa: ma oggi nessuno riesce più ad attendere. Tutti hanno bisogno che le cose accadano all'istante.
Ma una madre... Una madre sa attendere.
Ed è inspiegabile. Ma mai stupido! Mai!

Ecco il miracolo della vita. Natale significa Nascita, e l'Attesa è il presupposto della Nascita. Senza l'Attesa non accadrà nulla.

Auguro a tutti un Natale che possa creare quell' Attesa e possa far riscoprire l'unicità di quei fiori che con la loro delicatezza si agitano al vento creando il paesaggio misterioso che ogni artista vorrebbe immortalare


postato da: privateoutrage alle ore 11:26 | link | commenti (3)
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lunedì, 15 dicembre 2008

Ho rubato i tuoi occhi al cielo di marzo
Fuggendo via come un bruco
Nei prati della mia solitudine

Li cercano ancora gli aironi neri
Non contenti di averli a lungo accarezzati
Di aver sfiorato le nuvole di te

Ho chiuso gli sguardi bassi in un cassetto
E ho buttato via la chiave
Goloso come un bimbo ne sento l’odore
Prefiguro l’aroma dolce e gentile
Ma non oso assaggiare

Non ho più ali grandi per volare
Né orecchie sveglie per sentire
Ma stanco nel mio letto di ricordi
Oramai sei il solo guanciale
Che mi faccia riposare

Libero…


postato da: cat2005 alle ore 19:19 | link | commenti (2)
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mercoledì, 10 dicembre 2008


postato da: stupide alle ore 19:20 | link | commenti
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lunedì, 08 dicembre 2008


Immagine reperita in rete


IL CORVO


 


Immergimi nella fonte dell’anima pura di un bimbo


Rivivere la consapevolezza di un abbraccio

e non la tetra chiusura di un chiavistello che presiede


la mia mente.


Oscuro e impetuoso amore


rinato dietro le sbarre del giudizio.


Senno maturo ma inconsapevole.


Ragione che è quasi follia.




Silvana Bilardi


postato da: SilvanaBilardi alle ore 13:10 | link | commenti
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martedì, 11 novembre 2008

A Piacenza mostra del gruppo '83

gruppo 83 - lucia merli25 anni d'arte - gruppo 83 - lucia merlivernissage - inaugurazione - presentazione - luigi galli - gruppo 83 - lucia merligruppo 83 - pomeriggio musicale - amici dell'arte - lucia merli


Mostra del Gruppo 83

Sabato 15 novembre 2008 alle ore 17

a Piacenza
presso la galleria degli Amici dell'Arte
Via S. Siro, 13

inaugurazione della Mostra del gruppo '83
Presenta il professor Luigi Galli, critico d'arte

Sarà un'esposizione tutta al femminile.

La mostra proseguirà fino al 5 dicembre
con il seguente orario:
feriali dalle 16.30 alle 19.30,
festivi dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.30

Ognuna delle artiste presenterà sei opere recenti.
Ovviamente sarò della partita....

postato da: luciamerli alle ore 21:39 | link | commenti
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venerdì, 07 novembre 2008

sono imbecille perchè non capisco l'umorismo di Berlusconi e ..


Ho  scritto   ,   dopo  aver  sentito  quello che  ha  detto   di Obama  e  ha replicato  a   chi lo criticava   (  trovate il video  sopra  )  per la  sua  infelice  battuta   un  'email di scuse   al sito \  blog  di Barak Obama www.barackobama.com/index.php purtroppo  in Italiano  ,  dato che  non ho t anta dimestichezza  in inglese  al  sito  di obama :
<<  Caro Presidente  Usa   e  cari americani
vorrei chiedervi scusa   per  il pessimo humor   del nostro   presidente  dove  le  sue  battute   , soprattutto quelle   verso gli esponenbti degli stati esteri   sono   proprio  battuta (  se  tali si posso  chiamare  )  terra-terra degea di un personaggio privo di morale  comne   lui  è   vedere   i reportage    \  documentari fgatti   dalla  Fox   su di lui 
. Mi vergogno   sia  di lui sia  dei  Chissà se i dirigenti del PD   che non capisco o e  chissà  se mai l0 capiranno mai che è stucchevole, e anche un tantino stupido, dire a Berlusconi che deve chiedere scusa ! Bisogna solo dirgli che è un gran cafone.
per   farvore ignoratelo .  o  scherzateci sui comeavete  dimostrato di saperlo fare  davanti  alle offese  e aaalle insinuazionei che  ti  sono   statre  rivolte  durtante la  campagna elettorale  .  Un italiano   che    ha   ancora  un po'  di  dignità  e  si  vergogna    della  sua   classe politica    e non  comne quelli che    oltre  ad  averlo votato ed  hanno contribuito alla sua rieleziondovrebbero vergognarsi quelli che e e che ora fanno finta di scandalizzarsi. >>  
e  proporrei  a tutti gli italiani,che non si riconoscono in questi personaggi di fare  altrettanto doimostriamo  all'estero  che non tutti  gli italiani sono cosi   ed  evitiamo  che  ridono come  già stanno facendo   . Infatti nostro malgrado ha fatto il giro del mondo. Con tanto di immagini. Il video di Berlusconi che da Mosca sfotte il neo presidente degli Stati Uniti è finito sulla Cnn.

Campeggia sull’home page di Drudge Report, il Dagospia d’oltreoceano, mentre tutte le edizioni web dei principali giornali del mondo hanno ripreso al volo il lancio d’agenzia. Ne parlano i britannici Guardian e Times, il tedesco Spiegel, lo spagnolo El Mundo, solo per citarne alcuni.
International Herald Tribune lo definisce «unconventional» e ricorda altre chicche del passato, come quando fece il «playboy» con la premier finlandese. E per ore il pezzo resta in vetta alla lista dei «Most e-mailed», gli articoli più inviati agli amici. Per farsi due risate. Beati loro che se lo possono permettere.

Se continua a far le battute che faceva quando suonava sulle navi da crociera, dovrebbe tornare a farlo... magari oggi la nave sarebbe sua, ma lì non si scandalizzerebbe nessuno
e non  farebbe  fare  figure  di  m...  all'intero popolo  .
Questa  è  l'unica  soluzione per  resistere   alle  figuracce  che  ci  fa  fare  e
a  chi    dice     che  il suo humor  :<< Non dimentico mai una faccia, ma nel tuo caso sarei felice di fare un’eccezione >> Groucho Marx frase tratta dal libro di Glenn Mitchell, “The Marx Brothers Encyclopedia” (2003) >>  e  con   le parole  di  Corrado Augias   nella  rubrica  Lettere.commenti.Idee.  dela repubblica  di oggi 7\11\2008  << (....)   Definendo Humor   le  sue incaute parole  Berlòusconi  dimostra non solo di   non saper  padroneggiare   il  linguaggio dela democrazia   ma   di non rendersi neppure  conto   del deprimente    livello   suo "  umorismo " >>   e   che aggiungo io  il razzismo   non è solo quello  (  ne  abbiamo avuto esempio   dallle  violenze  fisiche  dela  destra  extraparlamentare   e     dale parole   verbali  di quella parlamentare  ) , ce n'è  uno  di più subdolo ed  insidioso  proprio perchè meno evidente   e , fatto di sfumature  e aggettivi   equivoci dhe lasciano   però il segno nei soggetti  meno  provveduti  .
Concludipo  dedicandogli   come  colonna sonora  questa  canzone  di  Rino Gaetano ( 1950-1981 ) 
  trovate  qui un video  ironico e  divertente  


                           Capo  fortuna

Cittadini lavoratori alle ore
diciotto il nostro
beneamato segretario sarà con noi
Ma che fortuna grazie alla luna
capofortuna stasera è con noi
ha una gran testa come uomo e una bestia
sembra immortale ma è come noi
lui è stato sempre puro come l'alito di chi
non beve e non fuma lava i denti tutti i di
profuma di roba francese e sulla camicia ha un foulard di chiffon
regala sorrisi distesi ai suoi elettori ai bambini bon bon
ma che fortuna capofortuna
guarda stasera con noi la tv
classe di ferro ha fatto la guerra
è tanto bello che sembra Gesù
lui è stato sempre puro come l'alito di chi
non beve e non fuma lava i denti tutti i di
profuma di roba francese e sulla camicia ha un foulard di chiffon
regala sorrisi distesi ai suoi elettori ai bambini bon bon
non teme ne estate ne inverno se andrà all'inferno ci andrà col gilet
dimentica i tuoi problemi imbarca i tuoi remi lui pensa per te
inaugura mostre e congressi autostrade e cessi ferrovie e metrò
sorride ai presenti commosso se punta sul rosso sa che vincerà
se gioca a tressette è campione se fuma un cannone si sente un pascià
reprime rivolte e sommosse e cura la tosse alle cinque col te
sostiene già tesi avanzate e tutta l'estate la passa in tournèe

postato da: compagnidiviaggio alle ore 12:58 | link | commenti
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venerdì, 31 ottobre 2008


postato da: Artpassion alle ore 09:35 | link | commenti (2)
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lunedì, 27 ottobre 2008

Io e te nel paese delle meraviglie

Noi destinati a perdersi tra i ricordi di un amore sperato,

forse troppo cercato.

Pochi momenti passati insieme mi avevano illuso sul nostro futuro.

Non avrei immaginato che tutto sarebbe cambiato dopo

quella notizia in quella notte di autunno.

Un leggero vento penetrava dalla finestra appena scostata, ma era tanto

forte da entrarmi dentro per raffreddare il mio cuore.

Non è stata un'imcomprensione o un litigio a cancellare quei momenti.

Ho provato a non pensare, ma era come un ritorno al passato,

 vivere un giorno dimenticato, di tempi in cui

si piangeva ancora per un amore vero, si sognava ancora una storia migliore,

una canzone suonava e raccontava la vostra storia.

Non riuscivo a immaginarti fra le sue braccia, le tue labbra mi appartenevano,

ma ora erano solo baci passati, e la luce verde dei tuoi occhi non splendeva

più, ora tutto si era spento,e dietro di noi si chiudeva il sipario.

Domani ad un altro racconterai le tue storie da bambina, i tuoi problemi

con il mondo, la tua voglia di sorridere.

Avrei voluto scrivere un mondo di pensieri e di poesie per farti capire

quanto un uomo, che aveva paura di soffrire, avesse ancora la voglia d'amare.

Su queste poche pagine, e con queste poche parole finisce il nostro racconto e chi

leggerà saprà quanto si è scritto su di noi e quanto avevamo cercato di provarci,

ma il destino a volte le rende le cose più facili ed ora che ho la forza

di cambiare cancello il tuo nome dal mio cuore.


postato da: belpensante alle ore 22:58 | link | commenti
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martedì, 14 ottobre 2008

Manifesto della Scrittura Neofuturista

Scrittura nuova per nuovi Tempi

La Storia è uno sparo. Due torri che crollano. Carne. Acciaio. Sangue. Merda.

La Letteratura, invece, moda corrente. Contemplarsi l'ombelico. Crear giochi di parole. Rigurgitare il Postmoderno, per ruminarlo stancamente.

Viviamo in tempi difficili, i neri giorni della Kali Yuga,e  gli scrittori chiudono gli occhi.

Percepiscono il crollo del mondo e l'impossibilità della Scrittura di arginarlo.

Ma non reagiscono. Vi è chi ha scelto la via della fuga e dell'illusione. Chi invece, come un saprofita, profitta del dell'abisso, per guadagnar legittimazione.

I Neofuturisti rifiutano ciò. Come sentinelle annunciano l'alba. Come tafani ai fianchi di un pigro e possente cavallo, istigano ad agire. A cambiar prosaioli in scrittori. I nessun nome in orgogliosi creatori.

Poichè L'Uomo è assetato di Assoluto. Ma la società postmoderna, desacralizzando il Mondo, ha creato il deserto attorno a lui.

Per questo si avventa su ogni pozza, anche se fangosa e maleodorante. E la Poesia, il Bello che diviene Parola e Profezia, permette di trovar sorgenti d'acqua viva.

Ed è per questo, per svegliare le nostre anime e le nostre coscienze, che oggi noi lanciano con enorme convinzione questo Manifesto.

1) Abbiamo chiuso gli occhi con un Velo di Maya che ci rende alieni alla Vita, all'Azione ed al Reale. Temiamo il Tempo, perchè ci rendere consapevoli del nostro lento morire e la Complessità, perchè costringe ad interrogarsi.

Questo bozzolo artificiale, fatto di citazionismo, in cui ci imprigioniamo, è un pharmakon, veleno e antidoto, tossico e rimedio, droga letale e medicina salvifica.

Medicina perchè aiuta a sfuggire alle domande che ci inquietano, parlare del Tempo è riflettere sul proprio Destino, Veleno poichè senza consapevolezza della tragedia e del paradosso la creatività è destinata ad inaridirsi.

Per rinnovare la scrittura è necessario sfuggire a questa illusione, bere la cicuta, accettando la sfida della consapevolezza, portatrice di libertà e dolore. Un bengala che esplode, bruciando virtù ed impurità, rompendo quella rete di ipocrisie in cui cerchiamo di imprigionare la Vita.

2) La Scrittura deve aver fame di Reale. Ciò non significa imitare le forme dell'Apparente, ma scoprire il senso nascosto delle cose. Andar oltre il simulacro dell'Ordine e del Razionale, per evidenziare l'istinto e le sue lotte tragiche ed insensate.

Vivere è tentativo di dar senso a questo magma. La consapevolezza di poter fallire, il senso del tragico.

Esistere è essere consapevoli del Tempo Focale, con il suo divenire drammatico, con il suo trascinare di morte e logoramento. Cronos non sorride ai suoi figli, ma li divora.

E su questo, non su calchi ed imitazioni, deve fondarsi il Romanzo.

3) La Scrittura deve accettare la Complessità, l'oscillare della Natura e della Storia tra autopoiesi e catastrofe. I personaggi non dovranno essere maschere, fossili, calchi del passato, stanchi e monotoni cloni del Passato.

Saranno  cangianti, con i loro paradossi e linearità, contraddizioni e coerenze, con un linguaggio che non sarà doxa, ma rapporto, unico e irriducibile, del singolo con il Mondo.

4) Complessità è Contaminazione, figlia di una società liquida, in cui nuove identità si calzano in continuazione.

Contaminazione non è aggregazione di frammenti di cadavere. Deve identificare le comunanze profonde. La capacità di generare immagini e suggestioni comuni, analogie e simboli per donar senso al Reale.

5) Scrivere è recuperare il rapporto tra parole e cose, sottraendo l'ovvio e avendo il coraggio dell'essenziale.Andar oltre i pallidi simulacri, restituirli lo stupore e la forza originaria.

La Scrittura deve mostrare la verità, soprattutto su di noi stessi. Non gioco, ma ponte verso l'Assoluto. Sforzo di definizione del Mondo e del nostro rapporto con esso.

E ciò avviene tramite la Lingua: questa  deve esser mobile, e la sua malleabilità straordinaria, superba.

Compito dello scrittore è quella di modificarla, verticalizzarla, ammorbidirla e poi indurirla a suo piacere, come un fabbro. Partorir frasi che abbian la durezza della pietra e il tremolio delle foglie.

Scorgere le sue rughe e come Medea, donarle nuova giovinezza o distruggerla.

6) E' necessario donar nuovo senso alla Citazione. Il Post Moderno la utilizza come reiterazione di situazioni e trame, a volte prese in blocco, a volte spezzate in un nuovo contesto, riviste con ironia o con nostalgia.

Eppure, la continua replica di ciò che è stato, lo svuota, riducendo il tutto a puro rumore di fondo.

Si deve recuperare un diverso utilizzo, l' esser come un rudere in mezzo ad un periferia urbana. Generare straniamento, un interrogarsi sulla sua origine e motivazione, non abitudine.

7) Si deve recuperare il rapporto tra Azione e Scrittura. Azione è recuperare una concezione agonistica dell'Arte.

Esaltare dimensione polemica, contestataria non verso la Tradizione, ma contro la Decadenza.

Proporre idee incendiarie per agitare le coscienze, cercandole di liberarle dal loro torpore.

Azione è Impegno. Il che non significa far i pifferai della rivoluzione o perdersi in un vacuo estetismo, ma lottare per i propri valori, cercando di dar forma al mondo circostante.

Con questo Manifesto noi gridiamo la nascita di una nuova Scrittura, esaltare con fiducia le sue possibilità, non imporre canoni, perchè l'arte è libertà, tramite cui l'uomo si autorealizza.

Ogni uomo ha la propria personalità, le proprie qualità, le proprie bellezze. Noi vogliamo che ognuno scopra la bellezza della propria esistenza. Che ognuno diventi se stesso e non un calco di altri. Ogni uomo è creatore.


postato da: alessiobrugnoli alle ore 07:50 | link | commenti
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lunedì, 06 ottobre 2008

 

La piazza era già in festa: le bancarelle piene di dolci, le luci, le gazzarre delle persone che scherzavano e ridevano, gli stand con sangria e frittelle, i tavoli, la musica, il palco che, tempo una mezz’ora, sarebbe stato finalmente riempito da noi e dal calore del nostro flamenco.

Ci era stato riservato un gazebo chiuso dove dovevamo cambiarci.

“Ragazzi dobbiamo darci la carica!”

Detto questo, Marcus, prese un liquore portoghese dalla sua borsa e riempì sei bicchieri, accese anche una strana sigaretta dal profumo campestre e fortissimo e comincio a tirare forte. Bevemmo d’un fiato il liquore e feci tre tiri di quella sigaretta che mi diede un energia che non pensavo di avere, c’era una strana aria in quel gazebo: ridevamo e ci davamo la carica a vicenda mentre tutto girava ed era leggero.

“Beh ragazzi, è ora!”

Marcus uscì e si senti un forte applauso.

“Signori e signori, ho l’onore e il piacere di presentarvi la mia straordinaria compagnia. Vai con la musica!”

Le noti incoerenti di un flamenco sporco cominciarono a scivolare su di noi che  uscimmo accolti da un boato emozionante, il liquore e quella strana sigaretta mi davano una sicurezza e una tranquillità che non avrei mai pensato, immaginandomi quella sera. Io, Sophie e Vanessa volavamo sul legno di quel palco, mentre i tre uomini ci accompagnavano con la chitarra mentre la piazza mi girava intorno in un vortice di luci, applausi sorrisi, fischi e grida di gioia dagli uomini del pubblico già ubriachi di sangria e musica ritmata. Tutto era bellissimo e, penso, sbagliai solo un paio di passi, ma nessuno se ne accorse, forse solo Marcus che però mi lanciò un sorriso incoraggiante mentre anche il pubblico cominciò a ballare insieme a noi sotto i colpi di chitarra e sotto quel suono incalzante di Spagna, malinconia e tormento armonico.

 

Nel dopo serata bevemmo sangria , poi mi invitarono nell’albergo dove alloggiavano.

 

“Bravissima Maria. Perché non continui la tourné con noi? Ti insegneremo a ballare flamenco alla perfezione!”

“Ti ringrazio Marcus, ma penso che la ballerina non sia il sogno della mia vita, anche se mi sono divertita parecchio!”

“Come vuoi, non insisto. Adesso, allora, avrai la tua parte del compenso per la serata.”

“Non preoccuparti, non l’ho fatto per soldi, ti giuro. Ho conosciuto voi e poi mi sono proprio divertita.”

“Vuoi venire un attimo con me Maria?”

“Dove mi porti?”

“Nella mia stanza. Prendo i soldi.”

“Ti ripeto, non importa.”

“Accompagnami!”

In quel imperativo notai un tono particolare ed intrigante allo stesso tempo anche perché non ero molto abituata a riflettere, così mi alzai d’impulso e lo accompagnai. Marcus aveva un portamento e un fascino irresistibile, sembrava come se mi calamitasse a se con il suo fare, io, avevo una voglia incredibile di portarmelo al letto ma attesi il suo passo, non volevo he lui non volesse.

Eravamo nella sua camera, seduti sul suo letto, quando prese un pezzo da cento euro, ma stranamente prima di porgermelo lo arrotolò. Prese una bustina e sistemo una polvere sul tavolo e aspirò. Non mi chiese neppure di provare. Non avevo neache voglia per fortuna.

“Non prendere il vizio. E’ una brutta compagna di vita la droga!” mi fece e continuò subito “io, non offro mai perché non voglio fare scelte per le altre persone. Tu sei fragile, si vede.”

“Sono più forte di quello che credi!”

“Vogliamo vedere?”

Detto questo si avvicinò con le sue labbra, Io gli stavo resistendo in un primo momento ma, il suo profumo, il suo calore, quell’attrazione mi bloccò lo stomaco e mi fece abbandonare totalmente a quelle labbra grandi e carnose. Lui si staccò subito.

“Visto, cosa ti dicevo?”

“Stronzo!”

“Si, lo so. Ma tu, secondo me non sai amarti. Non ti conosci ancora.”

“Come puoi dire queste cose se non sai come sono!?”

“Certe cose le sento, ma tu, ti prego, non ti offendere. Può darsi che sbaglio ma ho capito cose su di te solo guardandoti negli occhi.”

“E cosa avresti capito?”

“Per esempio che ti stai cercando. Hai il volto di chi non si ama perché non si conosce e quindi si appoggia nell’amore o, addirittura, nel sesso occasionale, per riempire il vuoto che hai dentro. Ti stavi concedendo a me, una persona che conosci da ieri. Questo vuol dire non amare il proprio corpo e cercarsi nella bocca o nella pelle di un altra persona. Ti ripeto, non devi offenderti per queste cose che penso, sono mie farneticazione da cocainomane consumato. L’amore è la cosa più bella che ci sia in questa vita. Ma amare non significa annullarsi totalmente e diventare proprietà della persona amata. Amare significa essere una persona totale, perfetta, sentirsi bene con se stessi, conoscersi a fondo e amarsi, per poi condividere liberamente la propria felicità con un’altra persona, senza però limitarla e annientarla. Se ci pensi, Maria, non è più bello essere liberi insieme? Essere legati indissolubilmente e irrimediabilmente liberi? Tutti siamo perfetti, basta conoscere la propria perfezione! Tieni i soldi, andiamo giù dagli altri.”

 

Cocainomane o no, aveva ragione e il mio silenzio era una risposta palese. Non riuscii a dirgli altro ma riuscivo solo a pensare a quelle parole che mi scorrevano nella testa come un fiume senza gli argini. Salutai e abbracciai tutti i miei amici ballerini ma l’abbraccio a Marcus fu particolare, mi fece sgorgare una lacrima che cercai di nascondere.

Quelle parole, quell’abbraccio ebbero solo la forza di aggravare la mia crisi. Ero una puttana che si era persa e volevo ritrovarmi. Forse parlare con quello psicologo che mi aveva consigliato Marta era la cosa migliore. Paolo Somma. Psicologo. 

 

Luja


postato da: Luja85 alle ore 10:47 | link | commenti
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